Pixels, una rivincita nerd tra divertimento e nostalgia

E se gli alieni attaccassero la Terra sotto forma dei più famosi videogiochi arcade degli anni ’80? L’idea geniale è di Patrick Jeanche ha realizzato il cortometraggio, fonte di ispirazione per il film Pixels in uscita nelle sale italiane il 29 luglio, che abbiamo visto in anteprima al Giffoni Film Festival. Chris Columbus, regista di commedie di successo tra cui Mamma Ho Perso l’Aereo, Mrs. Doubtfire, I Goonies e alcuni capitoli della saga di Harry Potter, dirige questa avventura colorata e divertente, alimentata soprattutto da una carica di nostalgia.

Adam Sandler, Peter Dinklage, Kevin James e Josh Gad sono un gruppo di nerd appassionati di videogiochi che si conoscono fin da piccoli. Negli anni ’80 passavano interi pomeriggi nella sala giochi del quartiere, sfidandosi a Donkey Kong, Centipede, Galaga, Space Invaders, Pac-Man, Tetris e Arkanoid. Per un’iniziativa promossa dalla NasaA un Vhs con le loro partite viene inviato nello Spazio e gli alieni interpretano questo gesto come unadichiarazione di guerra. Decidono così di invadere la Terra sotto forma degli eroi del mondo di pixel. Chi può salvare il mondo se non una squadra di nerd ormai cresciuti ma sempre con il talento di una volta? Il Colonnello Violet Van Patten interpretato daMichelle Monaghan li affianca nella missione, procurando armi e supporto militare, e gli improbabili protagonisti si scontrano per le strade di Washington e New York con quei personaggi colorati che li hanno intrattenuti nella loro infanzia.

Costato 110 milioni di euro, il prodotto Sony si presenta come unomaggio al passato, reso in chiave comica e a tratti demenziale. Columbus dirige con spontaneità, ma risente del tocco di Sandler, non solo interprete ma anche produttore del film. Pixels, tuttavia, è una commedia action come molte altre, ma l’idea geniale alla base della sceneggiatura viene sviluppata con ironia e leggerezza, senza farsi prendere troppo dalla presenza degli effetti speciali che, tuttavia, sono funzionali alla scena ma non tolgono spazio ai personaggi, Ghostbusters in versione nerd. Il fascino dei pixel che invadono lo schermo rende piacevole l’estetica del film e riporta a galla i ricordi di un pomeriggio passato con Super Mario Bros. o delle interminabili partite a Pac-Man, che si conferma la presenza più carismatica e imperdibile del prodotto Sony. Come resistere al confronto di Tohru Iwatani che cerca di far ragionare la sua gialla creatura che sta distruggendo la città? Se in questa scena l’inventore giapponese è interpretato da un attore, nella parte iniziale del film il vero Iwatani si trova nella sala giochi dove si sfidano gli adolescenti Sandler e James, nei panni di un tecnico intento a riparare un videogioco rotto.

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Segue l’omaggio a Dan Aykroyd e la presenza di figure iconiche del 1982 come Madonna e Fonzie di Happy Days, utilizzati dagli alieni in alcuni video messaggi irresistibili, che annunciano i vari attacchi alla Terra. Pixels si avvale di molte idee originali e vincenti per un film di intrattenimento che diverte e stupisce sullo sfondo di un immaginario pop difficile da dimenticare, riportando indietro nel tempo almeno un paio di generazioni, oggi 30/40enni che guardano con una vena critica le nuove Playstation, Xbox e altre console moderne e tridimensionali che tendono a isolare il giocatore a differenza delle sale giochi, luogo di incontro di una volta. Pixels è una storia di rivincita sociale e culturale per un film adatto alle famiglie in pieno clima estivo. Mentre il pensiero new age invita sempre a ritrovare il bambino dentro di noi per essere felici, Hollywood propone questa formula per salvare il mondo, quindi meglio lavorarci già da ora per eventuali future esigenze di sopravvivenza.

Pixels, una rivincita nerd tra divertimento e nostalgia è stato pubblicato per la prima volta su Wired

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