{"id":394,"date":"2015-02-16T12:59:30","date_gmt":"2015-02-16T11:59:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.florin.it\/?p=394"},"modified":"2015-02-16T12:59:52","modified_gmt":"2015-02-16T11:59:52","slug":"il-primo-articolo-scientifico-nato-da-interstellar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.florin.it\/?p=394","title":{"rendered":"Il primo articolo scientifico nato da Interstellar"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #999999;\">I consulenti scientifici del kolossal di Christopher Nolan hanno pubblicato un paper a seguito delle ricerche per il film. Tratta, ovviamente, di buchi neri<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #999999;\"><a style=\"color: #999999;\" href=\"http:\/\/images.wired.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1423845182_interstellar.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-66324 aligncenter\" src=\"http:\/\/images.wired.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/1423845182_interstellar-600x335.jpg\" alt=\"interstellar\" width=\"500\" height=\"279\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #999999;\">Che vi sia piaciuto o no, <em><strong>Interstellar<\/strong><\/em> di <strong>Christopher Nolan <\/strong>\u00e8 stato certamente uno dei film pi\u00f9 importanti e <span style=\"color: #ffcc00;\"><em><a style=\"color: #ffcc00;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=JnnNz8Rcg7o\">discussi<\/a><\/em> <\/span>dello scorso anno. Non poteva essere altrimenti, visto anche il budget di <strong>165 milioni di dollari<\/strong> messo sul piatto dai produttori del kolossal. Poco prima della sua uscita ufficiale \u2013 e senza averlo visto \u2013 vi avevamo proposto qualche anticipazione sulla <strong>scienza contenuta nel film<\/strong>. Cui ha lavorato, in effetti, un\u2019\u00e9quipe di tutto rispetto, coordinata da <span style=\"color: #ff9900;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><strong><a style=\"color: #ffcc00;\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Kip_Thorne\">Kip Thorne<\/a><\/strong><\/span>,<\/span> uno dei fisici teorici pi\u00f9 famosi al mondo, grande esperto di <strong>relativit\u00e0 generale<\/strong> e (naturalmente)<strong>buchi neri<\/strong>. Oggi, a oltre tre mesi dall\u2019uscita del film nelle sale italiane, gli scienziati di <em>Interstellar<\/em> hanno pubblicato sulla rivista<strong><em>Classical and quantum gravity<\/em><\/strong> un articolo in cui descrivono il codice informatico usato per generare le spettacolari animazioni di <strong>Gargantua<\/strong>, l\u2019enorme <strong>buco nero rotante<\/strong>, e spiegano come il proprio lavoro al film ha portato a nuove scoperte scientifiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #999999;\">Usando il codice, in particolare, l\u2019\u00e9quipe di <strong><em>Interstellar<\/em><\/strong> ha scoperto cosa potrebbe succedere nella remotissima eventualit\u00e0 che una telecamera si trovi vicino a un buco nero in rapida rotazione (tralasciando il piccolo particolare che sarebbe immediatamente polverizzata, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia): si vedrebbero le cosiddette <strong>caustiche<\/strong>, ossia raggi luminosi distorti dall\u2019incontro della luce con lenti o specchi, generare diverse immagini sovrapposte delle stelle che circondano il buco nero e del piano della galassia in cui lo stesso buco <em>risiede<\/em>. Immagini che, spiegano gli scienziati, sono causate dalla <strong>gravit\u00e0<\/strong> del buco nero, che distorce lo spazio circostante e <em>avvolge<\/em> le caustiche su s\u00e9 stesse. Abbastanza complicato, lo riconosciamo. Ma chiunque abbia visto il film sa perfettamente di cosa stiamo parlando (consiglio per gli altri: correte a vederlo).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #999999;\">L\u2019<strong>algoritmo<\/strong> messo a punto dagli scienziati ha permesso di mappare il percorso di <strong>milioni di raggi di luce<\/strong> e la loro evoluzione mentre transitavano nelle vicinanze di Gargantua. Un lavoro che, sottolineano gli autori dell\u2019articolo, non era mai stato fatto prima con questo livello di <strong>chiarezza<\/strong>, <strong>precisione<\/strong> e <strong>dettaglio<\/strong>. <em>\u201cQuesto nuovo approccio sar\u00e0 di grande utilit\u00e0 per gli astrofisici come me\u201d<\/em>, spiega <strong>Thorpe<\/strong>. <em>\u201cAbbiamo bisogno di immagini cos\u00ec pulite<\/em>\u201d.<em>\u201cUna volta ultimato il nostro codice, che abbiamo chiamato Dngr, ovvero <\/em>Double Negative Gravitational Renderer<em>\u201d<\/em>, continua <strong>Oliver James<\/strong>, un altro degli scienziati che ha lavorato al film, <em>\u201cabbiamo capito che sarebbe stato uno strumento facilmente adattabile per essere usato a fini di ricerca scientifica\u201d<\/em>. E cos\u00ec \u00e8 stato. Una ragione in pi\u00f9 per amare Interstellar.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"color: #ffcc00;\"><a style=\"color: #ffcc00;\" href=\"http:\/\/www.wired.it\/scienza\/spazio\/2015\/02\/16\/interstellar-buco-nero-scienza\/\" target=\"_blank\">Il primo articolo scientifico nato da Interstellar<\/a><\/span>\u00a0\u00e8 stato pubblicato per la prima volta su <\/span><\/strong><span style=\"color: #ffcc00;\"><a style=\"color: #ffcc00;\" title=\"Wired\" href=\"http:\/\/www.wired.it\/\" target=\"_blank\"><strong>Wired<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/3.0\/\" target=\"_blank\" rel=\"http:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-nc-nd\/2.5\/it\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-92 size-full\" src=\"http:\/\/www.florin.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/88x31.png\" alt=\"88x31\" width=\"88\" height=\"31\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I consulenti scientifici del kolossal di Christopher Nolan hanno pubblicato un paper a seguito delle ricerche per il film. 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